Programma per l'apprendimento permanente
In questi ultimi mesi si sta discutendo molto,nella scuola come pure fuori, del Programma di azione nel campo dell'apprendimento permanente, conosciuto anche col nome Lifelong Learning Programme -LLP -prendendo anche spunto dai risultati del progetto GRUNDTVIG o di ERASMUS. Il LLP costituisce senza dubbio un elemento essenziale dell' Europa del futuro, una Europa costruita su una società ed un'economia basata sulla conoscenza. E' pertanto fondamentale un Programma di azione per l'apprendimento permanente per il periodo compreso tra il 20007 e il 2013.Eccone testualmente i punti principali.
PROGRAMMA DI AZIONE NEL CAMPO DELL'APPRENDIMENTO PERMANENTE (2007-2013)
Per il Settore dell'istruzione e della formazione si riportano gli obiettivi :
Obiettivi
L'obiettivo generale del programma è contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, garantendo nel contempo una valida tutela dell'ambiente per le generazioni future. L'obiettivo del programma è, in particolare, quello di promuovere all'interno della Comunità gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale.Il programma di apprendimento permanente si prefigge i seguenti obiettivi specifici:a) contribuire allo sviluppo di un apprendimento permanente di qualità e promuovere risultati elevati, l'innovazione e una dimensione europea nei sistemi e nelle prassi del settore;b) sostenere la realizzazione di uno spazio europeo dell'apprendimento permanente;c) contribuire a migliorare la qualità, l'attrattiva e l'accessibilità delle opportunità di apprendimento permanente disponibili negli Stati membri;d) rafforzare il contributo dell'apprendimento permanente alla coesione sociale, alla cittadinanza attiva, al dialogo interculturale, alla parità tra le donne e gli uomini e alla realizzazione personale;e) contribuire a promuovere la creatività, la competitività, l'occupabilità e lo sviluppo di uno spirito imprenditoriale;f) contribuire a una maggiore partecipazione di persone di tutte le età, comprese quelle con particolari esigenze e le categorie svantaggiate, all'apprendimento permanente a prescindere dal retroterra socioeconomico;g) promuovere l'apprendimento delle lingue e la diversità linguistica;h) promuovere lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi a carattere innovativo basati sulle TIC;i) rafforzare il ruolo dell'apprendimento permanente nello sviluppo di un sentimento di cittadinanza europea basato sulla comprensione e sul rispetto dei diritti dell'uomo e della democrazia e nella promozione della tolleranza e del rispetto degli altri popoli e della altre culture;j) promuovere la cooperazione in materia di garanzia della qualità in tutti i settori dell'istruzione e della formazione in Europa;k) incoraggiare il migliore utilizzo di risultati, di prodotti e di processi innovativi e scambiare le buone prassi nei settori disciplinati dal programma di apprendimento permanente, al fine di migliorare la qualità dell'istruzione e della formazione.Il programma di apprendimento permanente rafforza e integra le azioni condotte dagli Stati membri conformemente alle disposizioni amministrative descritte nell'allegato, pur nel pieno rispetto della responsabilità che ad essi incombe riguardo al contenuto dei sistemi di istruzione e formazione e della loro diversità culturale e linguistica.
Interventi
Gli obiettivi del programma di apprendimento permanente sono perseguiti, Il Programma Integrato sarà composto da quattro programmi settoriali:
- Comenius
- Erasmus
- Leonardo da Vinci
- Grundtvige da un programma trasversale che prevede attività chiave rivolte allo
sviluppo della politica di apprendimento delle lingue, dell' ICT.
DiffusioneIl programma Jean Monnet prevederà 3 attività chiave:
azione Jean Monnet ,Istituzioni europee, associazioni europee.
I sottoprogrammi settoriali sono i seguenti:
a. il programma Comenius, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione prescolastica e scolastica fino al termine degli studi secondari superiori, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione
;b. il programma Erasmus, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione superiore di tipo formale e nell'istruzione e formazione professionali di terzo livello (indipendentemente dalla lunghezza dei corsi o dalla qualifica e compresi anche gli studi di dottorato), nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione e formazione o lo agevolano;
c. il programma Leonardo da Vinci, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell'istruzione e formazione professionali non di terzo livello, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione e formazione o lo agevolano;
d. il programma Grundtvig, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte in ogni forma di istruzione degli adulti, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione o lo agevolano.Il programma trasversale comprende le quattro attività chiave di seguito elencate:
a. la cooperazione politica e l'innovazione nel settore dell'apprendimento permanente;
b. la promozione dell'apprendimento delle lingue;
c. lo sviluppo, nel campo dell'apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi a carattere innovativo basati sulle TIC;
d. la diffusione e l'utilizzo dei risultati delle azioni sostenute nell'ambito del programma e dei precedenti programmi correlati, nonché lo scambio delle buone prassi.Il programma Jean Monnet sostiene le istituzioni e le attività nel campo dell'integrazione europea. Comprende le tre attività chiave di seguito elencate:
a. l'azione Jean Monnet;b. le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di istituzioni specifiche che trattano temi connessi all'integrazione europea;c. le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di altre istituzioni e associazioni europee attive nel campo dell'istruzione e della formazione.Accesso al programma di apprendimento permanente
Il programma di apprendimento permanente si rivolge:a) ad allievi, studenti, persone in formazione e discenti adulti;b) agli insegnanti, formatori ed altro personale coinvolto, sotto qualsivoglia profilo, nell'apprendimento permanente;c) alle persone presenti sul mercato del lavoro;d) alle istituzioni od organizzazioni che forniscono opportunità di apprendimento nell'ambito del programma di apprendimento permanente o nei limiti dei sottoprogrammi;e) alle persone e agli organismi responsabili, a livello locale, regionale e nazionale, dei sistemi e delle politiche riguardanti qualsiasi aspetto dell'apprendimento permanente;f) alle imprese, alle parti sociali e alle loro organizzazioni a tutti i livelli, comprese le organizzazioni professionali e le camere di commercio e industria;g) agli organismi che forniscono servizi di orientamento, consulenza e informazione connessi a qualsiasi aspetto dell'apprendimento permanente;h) alle associazioni che operano nel settore dell'apprendimento permanente, comprese le associazioni di studenti, persone in formazione, allievi, insegnanti, genitori e discenti adulti; i) ai centri e agli enti di ricerca che si occupano delle tematiche dell'apprendimento permanente;j) alle organizzazioni senza fini di lucro, agli organismi di volontariato e alle organizzazioni non governative (ONG).Azioni comunitarie1.
Il programma di apprendimento permanente comprende il sostegno alle azioni di seguito elencate:a) la mobilità dei singoli coinvolti nell'apprendimento permanente;b) i partenariati bilaterali e multilaterali;c) i progetti multilaterali, soprattutto finalizzati alla promozione della qualità nei sistemi di istruzione e formazione mediante il trasferimento transnazionale dell'innovazione;d) i progetti unilaterali e nazionali;e) i progetti e le reti multilaterali;f) l'osservazione e l'analisi delle politiche e dei sistemi afferenti all'apprendimento permanente, l'elaborazione e il costante miglioramento di materiale di riferimento, compresi sondaggi, statistiche, analisi e indicatori, l'azione volta a sostenere la trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche e del curriculum precedente, nonché l'azione volta a sostenere la cooperazione in tema di garanzia della qualità;g) sovvenzioni di funzionamento destinate a sostenere talune spese di funzionamento e amministrative di istituzioni e associazioni operanti nel settore oggetto del programma di apprendimento permanente;h) altre iniziative volte a promuovere gli obiettivi del programma di apprendimento permanente "misure di accompagnamento".
Può essere concesso un sostegno comunitario per visite preparatorie connesse a una qualsiasi delle azioni previste dal presente articolo.La Commissione può organizzare seminari, convegni o riunioni in grado di agevolare l'attuazione del programma di apprendimento permanente e svolgere appropriate azioni di informazione, pubblicazione e diffusione, nonché azioni per promuovere la sensibilizzazione al programma nonché intraprendere il monitoraggio e la valutazione del programma.Le azioni previste dal programma possono essere attuate mediante inviti a presentare proposte, gare d'appalto o direttamente dalla Commissione.
Destinatari
IPartecipazione di paesi terzi1. Il programma di apprendimento permanente è aperto alla partecipazione:a) dei paesi EFTA membri del SEE, conformemente alle condizioni previste dall'accordo SEE;b) dei paesi candidati nei cui confronti si applichi una strategia di preadesione, conformemente ai principi generali e alle condizioni e termini generali stabiliti negli accordi quadro conclusi con tali paesi per la loro partecipazione ai programmi comunitari;c) dei paesi dei Balcani occidentali, conformemente alle disposizioni da definire con detti paesi a seguito della conclusione di accordi quadro che prevedono la loro partecipazione a programmi comunitari;d) della Confederazione svizzera, in forza di un accordo bilaterale da concludere con tale paese.L'attività chiave 1 del programma Jean Monnet è aperta anche agli istituti di istruzione superiore di qualsiasi paese terzo. I paesi terzi che partecipano al programma di apprendimento permanente sono soggetti a tutti gli obblighi e adempiono tutti i compiti previsti a carico degli Stati membri dalla presente decisione.Cooperazione internazionaleLa Commissione può, nel quadro del programma di apprendimento permanente, cooperare con paesi terzi e con le organizzazioni internazionali competenti, in particolare il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (http://www.oecd.eu/ )(OCSE) e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO).
( http://www.unesco.it/ )
Struttura
- Erasmus - Grundtvig - Programma Leonardo da Vinci - Comenius - Programma trasversale - Programma Jean Monnet
Contributo finanziario
La dotazione finanziaria indicativa per l'attuazione della presente decisione per il periodo di 7 anni con inizio 1 gennaio 2007 è pari a 6 970 000 000 di euro
Scadenze
prossima scadenza 30/11/2007altre scadenze 30/11/2007 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante la carta Universitaria di Erasmus.31/01/2008 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante le azioni di mobilità dei programmi Comenius e Grundtvig08/02/2008 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante le azioni di mobilità del programma Leonardo da Vinci15/02/2008 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante il sottoprogramma Jean Monnet15/02/2008 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante i partenariati dei programmi Comenius, Leonardo da Vinci e Grundtvig29/02/2008 Invito a presentare proposte 2008 riguardante Progetti multilaterali, reti e misure di accompagnamento dei programmi Comenius, Erasmus, Leonardo da Vinci e Grundtvig14/03/2008 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante le azioni di mobilità del Programma Erasmus14/03/2008 - Invito a presentare proposte 2008 riguardante i progetti multilaterali di trasferimento delle innovazioni del Programma Leonardo da Vinci31/03/2008 - Invito a presentare proposte 2008 nell'ambito del Programma trasversaleGazzetta Ufficiale dell'Unione europea, serie C 230 del 2 ottobre 2007. - Durata 2007-2013 - vi.ga
S i t i Web ;
http://ec.europa.eu/education/programmes/newprog/index_en.html
http://ec.europa.eu/education
http://bolognaprocess.it/
http://puntoeuropa.comune.rimini.it/
http://bdp.it/
http://indire.it/
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venerdì 12 febbraio 2010
domenica 31 gennaio 2010
Dirigenza e apprendimento permanente
Certamente oggi, oltre all'accountability, al fundraising, al cosiddetto bilancio sociale, un altro aspetto che qualifica la scuola dell'autonomia, autonomia sancita oggi anche costituzionalmente,é la lifelong Learning, l' apprendimento permanente che rappresenta il motore nuovo dell' istituzione scolastica che sa interpretare le esigenze formative della comunità
e del territorio. La Commissione UE ha dedicato da diversi anni una serie di progetti ed oggi ha investito ingenti risorse per un UN PROGRAMMA DI AZIONI INTEGRATE 2007-2913 proprio sull'apprendimento permanente. il titolo é
"" Il futuro dell'educazione in Europa "- 2007- 2013 e tre sono i maggiori obiettivi :
- migliorare la qualità e l' efficacia dell' educazione
- assicurare l' accesso per tutti all' istruzione
- aprire l' educazione e formazione ad un mondo più ampio.
Così dopo la Strategia di Lisbona (2000) " diventare la più competitiva e dinamica economia basata sulla conoscenza nel mondo capace di crescita economica sostenibile con più e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale ", dopo la" Dichiarazione di Copenhagen "(2002) sulla cooperazione in Europa per la formazione professionale, dopo il "Processo di Bologna " ( 1999)rivolto alla costruzione di un' area per la i formazione superiore europea, le scelte e l' attività dell' U E si rivolgono in questo periodo all' apprendimento permanente, il nuovo motore che deve rinnovare e dare dinamicità alle istituzioni scolastiche in tutti i Paesi europei.
I punti di partenza di questa strategia dell' Europa sempre più globalizzata sono fonìdamentalmente due :
- L' educazione é un processo dinamico di apprendimento che crea valore aggiunto.Ricordiamoci che " educare é accendere un fuoco "
- L' Europa e il contesto internazionale sono parte integrale del progetto educativo.
Se guardiamo però a quella scuola che intendiamo costruire nella direzione prima esposta e concordata tra i Paesi membri dell' EU, occorre vedere dall' altra parte, dentro la scuola, che cosa occorre scegliere, che cosa occorre valorizzare, che cosa occorre promuovere mediante strategie progettuali nuove e condivise, sepcialmente con le realtà territoriali e le comunità che vi lavorano e vivono.Non é im' impresa facile . occorre a questo punto ricorrere ad un altro motore interno all' istituzione scolastica, ad un nuovo profilo professionale rappresentato senxa dubbio dal dirigente scolastico che, da manager e da leader, sa gestire i processi di sviluppo che stanno interessando oggi, più di ieri, l'istituzione scolastica autonoma.
A questi processi e a queste strategie ha dedicato uno studio Vittorio Gazerro dalll' important e titolo "Dirigenza scolastica :comunicazione responsabilità e autonomia .Sfide per le istituzioni scolastiche " Guerra edizioni,Perugia.p.236.
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DIRIGENZA SCOLASTICA: COMUNICAZIONE RESPONSABILITA’ E AUTONOMIA. Sfide per le istituzioni scolastiche italiane. ed. Guerra., Perugia 2009,p.236
Sovente le analisi e le ricerche pedagogiche,sostiene Gazerro sin dall’ inizio di questo suo lavoro , guardano “dentro” la scuola , dentro aspetti e momenti che poi trascurano il vero funzionamento dell’istituzione scolastica in un determinato territorio. Questa volta invece l’ Autore va oltre l’accoglienza,le metodologie,la programmazione,le sperimentazioni e i “ proiettifici “di moda ; guarda “ attorno alla scuola “, alla “ scuola di fuori “per conoscerla come sistema e vedere dove sono intervenuti cambiamenti ed innovazioni,dove sono presenti procedure e regolamenti poco noti e poco applicati verso l’ esterno , dove sono possibili accordi,convenzioni e protocolli d’ intesa interistituzionali (regione Enti locali,università,…) che portano nell’istituzione scolastica una voglia di governance orizzontale auspicata da molte istanze socio-culturali messe in evidenza da stakeholder e da altri partner. Gazerro guarda quindi intorno alla scuola, o meglio “ fuori della scuola” proprio per conoscere quali sono oggi le nuove procedure utili a tutti gli operatori scolastici, in primis il Dirigente, più orientati ad applicare “ imperativi “ della ragion pratica ( che cosa, come, quando,con chi ) che a seguire solo le circolari ministeriali per svolgere le attività funzionali.
Prendendo spunto dalle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilingui e multietniche con forte presenza di alunni non italofoni,l’Autore (giornalista e dirigente scolastico) affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle attuali istituzioni scolastiche e agli interventi operati dai Dirigenti scolastici in regime di autonomia.: informazione e comunicazione organizzativa,valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo, riforma del Titolo V della Costituzione,tematiche che possono, se ben approfondite e comprese, realizzare anche in Italia,come è avvenuto per altri Paesi europei(cfr, quelli dell’OCSE/PISA), un sistema scolastico aperto, inclusivo, flessibile, efficiente e democratico,anche in presenza di tanti alunni di famiglie emigrate.
L’ autonomia degli istituti ,introdotta dal 2000 e riconosciuta recentemente dalla Carta Costituzionale,ha modificato il ruolo del Dirigente scolastico che,come manager e leader, lavora insieme al gruppo di collaboratori per promuovere dentro e fuori la scuola innovazione e sviluppo,comunicazione e accountability dell’istituzione nel territorio. Come,con quali mezzi,con quali procedure e,soprattutto,con quale tipo di dirigenti scolastici ? Le risposte sono diverse e diverse sono le proposte presentate dall’ A.: si basano sulla sua pluriennale esperienza professionale in alcuni Paesi europei ( A.,B.,D.,CH ) , sulle direttive e ricerche di organismi europee( UE,Consiglio d’Europa,UNESCO, Strategia di Lisbona), ed internazionali, (OECD,PISA ), sulla convinzione che la scuola è un’istituzione pubblica che,al pari di altre,deve saper garantire a tutti i cittadini un servizio scolastico efficiente di grande rilevanza sociale e democratica.. Deve essere un servizio scolastico di qualità che,rispondendo alle diverse sfide ( centralità dell’utenza, governance, pianificazione strategica,rendicontazione sociale),promuove nei giovani una cultura del dialogo e un ’azione educativa in prospettiva interculturale, nel rispetto delle diversità interpretate come valori e opportunità di crescita democratica. E’ un cammino appena iniziato nella scuola italiana,riscontra in varie occasioni Gazerro, un cammino che ,proseguito, potrà renderla inclusiva e solidale, pluralista e democratica e potrà portarla al livello delle scuole degli altri Paesi dell’U.E. con cui è sempre confrontata e naturalmente valutata..
Dirigenti scolastici,docenti e studiosi trovano in questo volume ampie informazioni,documentazione sui progetti e sui problemi della vita dell’istituto, dato che ogni capitolo è corredato da due importanti supporti tecnici: il primo è costituito da “ Esperienze e proposte” presentate da oltre mille scuole nei loro POF attraverso siti web delle stesse, il secondo supporto è fornito nella parte finale di ogni capitolo con “ Normativa di riferimento “ che riporta,sempre utilizzando siti internet selezionati,leggi,circolari ministeriali, direttive delle autorità nazionali e europee, protocolli d’ intesa e convenzioni con riferimenti giuridici fondamentali per l’attività del Dirigente e della stessa istituzione scolastica autonoma collocata in rete con gli altri Enti territoriali coinvolti nel servizio scolastico pubblico. Siamo d’accordo con Gazerro quando nel quarto capitolo sostiene la necessità di rilanciare in Italia la cultura dell’ autonomia per una scuola nuova , efficace ed efficiente non solo nei progetti da seguire e nei documenti da compilare, ma nei processi e nelle strategie progettuali da promuovere ed inserire nel territorio dove , alla presenza degli spazi di intervento riconosciuti alla Regione, alla Provincia ed ai Comuni, sempre più si configura la performance dell’istituzione scolastica e degli stessi Dirigenti, come riconoscono in varie occasioni quelli del Collegio dei Dirigenti della provincia di Arezzo (Martelli, Sarracino, Tavanti , Giannini - www.dirigentiscolastici.arezzo.it ) e di altri Collegi provinciali. Siamo ancora d’accordo con l’ A. quando, riferendosi a sistemi scolastici europei da lui conosciuti nella sua attività professionale esperita all’estero( in Austria,Belgio,Germania,Svizzera), afferma che occorre evitare anche in Italia i non più sopportabili aspetti di autoreferenzialità,di “ proiettificio “, di enfasi dell’ aggiuntivo preferito al curricolare.Il rischio è quello di non riuscire a passare dal “governement “ all’ auspicata “ governance “che deve anche caratterizzare l’istituzione scolastica italiana,dal Nord al Sud.
Molto interessanti ed innovative sono le tematiche sviluppate nella parte quinta e sesta del libro dedicate rispettivamente alle nuove strategie e politiche dell’istruzione ( TIC, Lisbona,politiche regionali, E-learning, Learning Object ) e ad aspetti operativi dell’attuale dirigenza scolastica( accountability, management, rendicontazione nel POF, bilancio sociale, fundraising) che, nel porre in evidenza il nuovo profilo del dirigente nella scuola dell’autonomia, fanno comprendere che cosa significhi oggi dirigere un’istituzione scolastica socialmente responsabile,come avviene da decenni in altri Paesi europei. Sono sfide complesse che Gazerro in queste pagine affronta decisamente quando si domanda quali sono le azioni che il dirigente può intraprendere per assicurare adeguate risorse all’ istituto o quando quali siano le iniziative da assumere per poter accedere a fondi speciali, a finanziamenti italiani ed europei. E quali sono gli organismi , e quali le procedure , che possono dare sostegno a progetti educativi e formativi ? Alle risposte e alle relative procedure ( per es. sui fondi europei,i POR e i PON,la Regione,…) l’Autore dedica molto spazio con proposte sostenibili ,con molta documentazione e normativa di riferimento(abbondante e specifica sitografia) . Si tratta di un insieme di strumenti indispensabili oggi all’azione del Dirigente scolastico (in possesso anche di competenze informatiche),a cui è affidata la responsabilità di pianificare,organizzare ed attuare l’offerta formativa, in conformità con le esigenze espresse dal territorio ed in aderenza al fatto che la scuola è un’organizzazione che persegue dei fini educativi e sociali per i quali mette in atto strategie, competenze e risorse. Queste ultime,rimarca giustamente Gazerro,devono essere sicure per un intero anno scolastico e non,come è avvenuto recentemente in Italia ,tagliabili in itinere, dato che non si possono mettere in forse progetti ed iniziative previste dalla Legge 440/97 sull’autonomia scolastica.
Il lavoro di Gazerro dà un qualificato e concreto contributo per rilanciare il rinnovamento del sistema scolastico italiano,proprio perché,come riconosce nel suo autorevole intervento nel la prima parte ( “Intercultura,interlingua,emigrazione”) il prof. Massino Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, “occorre dare informazioni sulle istituzioni scolastiche e presentare le loro più significative esperienze,riuscendo a far riferimento alle competenze ed all’ impegno personali " . E' questa senza dubbio la nuova strategia da introdurre nella scuola dell' autonomia per rendere l' istituzione scolastica delineata dalla legge 275/ 99 e sancita ora dalla Costituzione pià efficiente e solidale, più aperta e democratica verso la comunità e verso le caratteristiche del territorio. vi. ga
DIRIGENZA SCOLASTICA: COMUNICAZIONE RESPONSABILITA’ E AUTONOMIA. Sfide per le istituzioni scolastiche italiane. ed. Guerra., Perugia 2009,p.236
Sovente le analisi e le ricerche pedagogiche,sostiene Gazerro sin dall’ inizio di questo suo lavoro , guardano “dentro” la scuola , dentro aspetti e momenti che poi trascurano il vero funzionamento dell’istituzione scolastica in un determinato territorio. Questa volta invece l’ Autore va oltre l’accoglienza,le metodologie,la programmazione,le sperimentazioni e i “ proiettifici “di moda ; guarda “ attorno alla scuola “, alla “ scuola di fuori “per conoscerla come sistema e vedere dove sono intervenuti cambiamenti ed innovazioni,dove sono presenti procedure e regolamenti poco noti e poco applicati verso l’ esterno , dove sono possibili accordi,convenzioni e protocolli d’ intesa interistituzionali (regione Enti locali,università,…) che portano nell’istituzione scolastica una voglia di governance orizzontale auspicata da molte istanze socio-culturali messe in evidenza da stakeholder e da altri partner. Gazerro guarda quindi intorno alla scuola, o meglio “ fuori della scuola” proprio per conoscere quali sono oggi le nuove procedure utili a tutti gli operatori scolastici, in primis il Dirigente, più orientati ad applicare “ imperativi “ della ragion pratica ( che cosa, come, quando,con chi ) che a seguire solo le circolari ministeriali per svolgere le attività funzionali.
Prendendo spunto dalle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilingui e multietniche con forte presenza di alunni non italofoni,l’Autore (giornalista e dirigente scolastico) affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle attuali istituzioni scolastiche e agli interventi operati dai Dirigenti scolastici in regime di autonomia.: informazione e comunicazione organizzativa,valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo, riforma del Titolo V della Costituzione,tematiche che possono, se ben approfondite e comprese, realizzare anche in Italia,come è avvenuto per altri Paesi europei(cfr, quelli dell’OCSE/PISA), un sistema scolastico aperto, inclusivo, flessibile, efficiente e democratico,anche in presenza di tanti alunni di famiglie emigrate.
L’ autonomia degli istituti ,introdotta dal 2000 e riconosciuta recentemente dalla Carta Costituzionale,ha modificato il ruolo del Dirigente scolastico che,come manager e leader, lavora insieme al gruppo di collaboratori per promuovere dentro e fuori la scuola innovazione e sviluppo,comunicazione e accountability dell’istituzione nel territorio. Come,con quali mezzi,con quali procedure e,soprattutto,con quale tipo di dirigenti scolastici ? Le risposte sono diverse e diverse sono le proposte presentate dall’ A.: si basano sulla sua pluriennale esperienza professionale in alcuni Paesi europei ( A.,B.,D.,CH ) , sulle direttive e ricerche di organismi europee( UE,Consiglio d’Europa,UNESCO, Strategia di Lisbona), ed internazionali, (OECD,PISA ), sulla convinzione che la scuola è un’istituzione pubblica che,al pari di altre,deve saper garantire a tutti i cittadini un servizio scolastico efficiente di grande rilevanza sociale e democratica.. Deve essere un servizio scolastico di qualità che,rispondendo alle diverse sfide ( centralità dell’utenza, governance, pianificazione strategica,rendicontazione sociale),promuove nei giovani una cultura del dialogo e un ’azione educativa in prospettiva interculturale, nel rispetto delle diversità interpretate come valori e opportunità di crescita democratica. E’ un cammino appena iniziato nella scuola italiana,riscontra in varie occasioni Gazerro, un cammino che ,proseguito, potrà renderla inclusiva e solidale, pluralista e democratica e potrà portarla al livello delle scuole degli altri Paesi dell’U.E. con cui è sempre confrontata e naturalmente valutata..
Dirigenti scolastici,docenti e studiosi trovano in questo volume ampie informazioni,documentazione sui progetti e sui problemi della vita dell’istituto, dato che ogni capitolo è corredato da due importanti supporti tecnici: il primo è costituito da “ Esperienze e proposte” presentate da oltre mille scuole nei loro POF attraverso siti web delle stesse, il secondo supporto è fornito nella parte finale di ogni capitolo con “ Normativa di riferimento “ che riporta,sempre utilizzando siti internet selezionati,leggi,circolari ministeriali, direttive delle autorità nazionali e europee, protocolli d’ intesa e convenzioni con riferimenti giuridici fondamentali per l’attività del Dirigente e della stessa istituzione scolastica autonoma collocata in rete con gli altri Enti territoriali coinvolti nel servizio scolastico pubblico. Siamo d’accordo con Gazerro quando nel quarto capitolo sostiene la necessità di rilanciare in Italia la cultura dell’ autonomia per una scuola nuova , efficace ed efficiente non solo nei progetti da seguire e nei documenti da compilare, ma nei processi e nelle strategie progettuali da promuovere ed inserire nel territorio dove , alla presenza degli spazi di intervento riconosciuti alla Regione, alla Provincia ed ai Comuni, sempre più si configura la performance dell’istituzione scolastica e degli stessi Dirigenti, come riconoscono in varie occasioni quelli del Collegio dei Dirigenti della provincia di Arezzo (Martelli, Sarracino, Tavanti , Giannini - www.dirigentiscolastici.arezzo.it ) e di altri Collegi provinciali. Siamo ancora d’accordo con l’ A. quando, riferendosi a sistemi scolastici europei da lui conosciuti nella sua attività professionale esperita all’estero( in Austria,Belgio,Germania,Svizzera), afferma che occorre evitare anche in Italia i non più sopportabili aspetti di autoreferenzialità,di “ proiettificio “, di enfasi dell’ aggiuntivo preferito al curricolare.Il rischio è quello di non riuscire a passare dal “governement “ all’ auspicata “ governance “che deve anche caratterizzare l’istituzione scolastica italiana,dal Nord al Sud.
Molto interessanti ed innovative sono le tematiche sviluppate nella parte quinta e sesta del libro dedicate rispettivamente alle nuove strategie e politiche dell’istruzione ( TIC, Lisbona,politiche regionali, E-learning, Learning Object ) e ad aspetti operativi dell’attuale dirigenza scolastica( accountability, management, rendicontazione nel POF, bilancio sociale, fundraising) che, nel porre in evidenza il nuovo profilo del dirigente nella scuola dell’autonomia, fanno comprendere che cosa significhi oggi dirigere un’istituzione scolastica socialmente responsabile,come avviene da decenni in altri Paesi europei. Sono sfide complesse che Gazerro in queste pagine affronta decisamente quando si domanda quali sono le azioni che il dirigente può intraprendere per assicurare adeguate risorse all’ istituto o quando quali siano le iniziative da assumere per poter accedere a fondi speciali, a finanziamenti italiani ed europei. E quali sono gli organismi , e quali le procedure , che possono dare sostegno a progetti educativi e formativi ? Alle risposte e alle relative procedure ( per es. sui fondi europei,i POR e i PON,la Regione,…) l’Autore dedica molto spazio con proposte sostenibili ,con molta documentazione e normativa di riferimento(abbondante e specifica sitografia) . Si tratta di un insieme di strumenti indispensabili oggi all’azione del Dirigente scolastico (in possesso anche di competenze informatiche),a cui è affidata la responsabilità di pianificare,organizzare ed attuare l’offerta formativa, in conformità con le esigenze espresse dal territorio ed in aderenza al fatto che la scuola è un’organizzazione che persegue dei fini educativi e sociali per i quali mette in atto strategie, competenze e risorse. Queste ultime,rimarca giustamente Gazerro,devono essere sicure per un intero anno scolastico e non,come è avvenuto recentemente in Italia ,tagliabili in itinere, dato che non si possono mettere in forse progetti ed iniziative previste dalla Legge 440/97 sull’autonomia scolastica.
Il lavoro di Gazerro dà un qualificato e concreto contributo per rilanciare il rinnovamento del sistema scolastico italiano,proprio perché,come riconosce nel suo autorevole intervento nel la prima parte ( “Intercultura,interlingua,emigrazione”) il prof. Massino Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, “occorre dare informazioni sulle istituzioni scolastiche e presentare le loro più significative esperienze,riuscendo a far riferimento alle competenze ed all’ impegno personali " . E' questa senza dubbio la nuova strategia da introdurre nella scuola dell' autonomia per rendere l' istituzione scolastica delineata dalla legge 275/ 99 e sancita ora dalla Costituzione pià efficiente e solidale, più aperta e democratica verso la comunità e verso le caratteristiche del territorio. vi. ga
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