Certamente oggi, oltre all'accountability, al fundraising, al cosiddetto bilancio sociale, un altro aspetto che qualifica la scuola dell'autonomia, autonomia sancita oggi anche costituzionalmente,é la lifelong Learning, l' apprendimento permanente che rappresenta il motore nuovo dell' istituzione scolastica che sa interpretare le esigenze formative della comunità
e del territorio. La Commissione UE ha dedicato da diversi anni una serie di progetti ed oggi ha investito ingenti risorse per un UN PROGRAMMA DI AZIONI INTEGRATE 2007-2913 proprio sull'apprendimento permanente. il titolo é
"" Il futuro dell'educazione in Europa "- 2007- 2013 e tre sono i maggiori obiettivi :
- migliorare la qualità e l' efficacia dell' educazione
- assicurare l' accesso per tutti all' istruzione
- aprire l' educazione e formazione ad un mondo più ampio.
Così dopo la Strategia di Lisbona (2000) " diventare la più competitiva e dinamica economia basata sulla conoscenza nel mondo capace di crescita economica sostenibile con più e migliori posti di lavoro e maggiore coesione sociale ", dopo la" Dichiarazione di Copenhagen "(2002) sulla cooperazione in Europa per la formazione professionale, dopo il "Processo di Bologna " ( 1999)rivolto alla costruzione di un' area per la i formazione superiore europea, le scelte e l' attività dell' U E si rivolgono in questo periodo all' apprendimento permanente, il nuovo motore che deve rinnovare e dare dinamicità alle istituzioni scolastiche in tutti i Paesi europei.
I punti di partenza di questa strategia dell' Europa sempre più globalizzata sono fonìdamentalmente due :
- L' educazione é un processo dinamico di apprendimento che crea valore aggiunto.Ricordiamoci che " educare é accendere un fuoco "
- L' Europa e il contesto internazionale sono parte integrale del progetto educativo.
Se guardiamo però a quella scuola che intendiamo costruire nella direzione prima esposta e concordata tra i Paesi membri dell' EU, occorre vedere dall' altra parte, dentro la scuola, che cosa occorre scegliere, che cosa occorre valorizzare, che cosa occorre promuovere mediante strategie progettuali nuove e condivise, sepcialmente con le realtà territoriali e le comunità che vi lavorano e vivono.Non é im' impresa facile . occorre a questo punto ricorrere ad un altro motore interno all' istituzione scolastica, ad un nuovo profilo professionale rappresentato senxa dubbio dal dirigente scolastico che, da manager e da leader, sa gestire i processi di sviluppo che stanno interessando oggi, più di ieri, l'istituzione scolastica autonoma.
A questi processi e a queste strategie ha dedicato uno studio Vittorio Gazerro dalll' important e titolo "Dirigenza scolastica :comunicazione responsabilità e autonomia .Sfide per le istituzioni scolastiche " Guerra edizioni,Perugia.p.236.
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DIRIGENZA SCOLASTICA: COMUNICAZIONE RESPONSABILITA’ E AUTONOMIA. Sfide per le istituzioni scolastiche italiane. ed. Guerra., Perugia 2009,p.236
Sovente le analisi e le ricerche pedagogiche,sostiene Gazerro sin dall’ inizio di questo suo lavoro , guardano “dentro” la scuola , dentro aspetti e momenti che poi trascurano il vero funzionamento dell’istituzione scolastica in un determinato territorio. Questa volta invece l’ Autore va oltre l’accoglienza,le metodologie,la programmazione,le sperimentazioni e i “ proiettifici “di moda ; guarda “ attorno alla scuola “, alla “ scuola di fuori “per conoscerla come sistema e vedere dove sono intervenuti cambiamenti ed innovazioni,dove sono presenti procedure e regolamenti poco noti e poco applicati verso l’ esterno , dove sono possibili accordi,convenzioni e protocolli d’ intesa interistituzionali (regione Enti locali,università,…) che portano nell’istituzione scolastica una voglia di governance orizzontale auspicata da molte istanze socio-culturali messe in evidenza da stakeholder e da altri partner. Gazerro guarda quindi intorno alla scuola, o meglio “ fuori della scuola” proprio per conoscere quali sono oggi le nuove procedure utili a tutti gli operatori scolastici, in primis il Dirigente, più orientati ad applicare “ imperativi “ della ragion pratica ( che cosa, come, quando,con chi ) che a seguire solo le circolari ministeriali per svolgere le attività funzionali.
Prendendo spunto dalle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilingui e multietniche con forte presenza di alunni non italofoni,l’Autore (giornalista e dirigente scolastico) affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle attuali istituzioni scolastiche e agli interventi operati dai Dirigenti scolastici in regime di autonomia.: informazione e comunicazione organizzativa,valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo, riforma del Titolo V della Costituzione,tematiche che possono, se ben approfondite e comprese, realizzare anche in Italia,come è avvenuto per altri Paesi europei(cfr, quelli dell’OCSE/PISA), un sistema scolastico aperto, inclusivo, flessibile, efficiente e democratico,anche in presenza di tanti alunni di famiglie emigrate.
L’ autonomia degli istituti ,introdotta dal 2000 e riconosciuta recentemente dalla Carta Costituzionale,ha modificato il ruolo del Dirigente scolastico che,come manager e leader, lavora insieme al gruppo di collaboratori per promuovere dentro e fuori la scuola innovazione e sviluppo,comunicazione e accountability dell’istituzione nel territorio. Come,con quali mezzi,con quali procedure e,soprattutto,con quale tipo di dirigenti scolastici ? Le risposte sono diverse e diverse sono le proposte presentate dall’ A.: si basano sulla sua pluriennale esperienza professionale in alcuni Paesi europei ( A.,B.,D.,CH ) , sulle direttive e ricerche di organismi europee( UE,Consiglio d’Europa,UNESCO, Strategia di Lisbona), ed internazionali, (OECD,PISA ), sulla convinzione che la scuola è un’istituzione pubblica che,al pari di altre,deve saper garantire a tutti i cittadini un servizio scolastico efficiente di grande rilevanza sociale e democratica.. Deve essere un servizio scolastico di qualità che,rispondendo alle diverse sfide ( centralità dell’utenza, governance, pianificazione strategica,rendicontazione sociale),promuove nei giovani una cultura del dialogo e un ’azione educativa in prospettiva interculturale, nel rispetto delle diversità interpretate come valori e opportunità di crescita democratica. E’ un cammino appena iniziato nella scuola italiana,riscontra in varie occasioni Gazerro, un cammino che ,proseguito, potrà renderla inclusiva e solidale, pluralista e democratica e potrà portarla al livello delle scuole degli altri Paesi dell’U.E. con cui è sempre confrontata e naturalmente valutata..
Dirigenti scolastici,docenti e studiosi trovano in questo volume ampie informazioni,documentazione sui progetti e sui problemi della vita dell’istituto, dato che ogni capitolo è corredato da due importanti supporti tecnici: il primo è costituito da “ Esperienze e proposte” presentate da oltre mille scuole nei loro POF attraverso siti web delle stesse, il secondo supporto è fornito nella parte finale di ogni capitolo con “ Normativa di riferimento “ che riporta,sempre utilizzando siti internet selezionati,leggi,circolari ministeriali, direttive delle autorità nazionali e europee, protocolli d’ intesa e convenzioni con riferimenti giuridici fondamentali per l’attività del Dirigente e della stessa istituzione scolastica autonoma collocata in rete con gli altri Enti territoriali coinvolti nel servizio scolastico pubblico. Siamo d’accordo con Gazerro quando nel quarto capitolo sostiene la necessità di rilanciare in Italia la cultura dell’ autonomia per una scuola nuova , efficace ed efficiente non solo nei progetti da seguire e nei documenti da compilare, ma nei processi e nelle strategie progettuali da promuovere ed inserire nel territorio dove , alla presenza degli spazi di intervento riconosciuti alla Regione, alla Provincia ed ai Comuni, sempre più si configura la performance dell’istituzione scolastica e degli stessi Dirigenti, come riconoscono in varie occasioni quelli del Collegio dei Dirigenti della provincia di Arezzo (Martelli, Sarracino, Tavanti , Giannini - www.dirigentiscolastici.arezzo.it ) e di altri Collegi provinciali. Siamo ancora d’accordo con l’ A. quando, riferendosi a sistemi scolastici europei da lui conosciuti nella sua attività professionale esperita all’estero( in Austria,Belgio,Germania,Svizzera), afferma che occorre evitare anche in Italia i non più sopportabili aspetti di autoreferenzialità,di “ proiettificio “, di enfasi dell’ aggiuntivo preferito al curricolare.Il rischio è quello di non riuscire a passare dal “governement “ all’ auspicata “ governance “che deve anche caratterizzare l’istituzione scolastica italiana,dal Nord al Sud.
Molto interessanti ed innovative sono le tematiche sviluppate nella parte quinta e sesta del libro dedicate rispettivamente alle nuove strategie e politiche dell’istruzione ( TIC, Lisbona,politiche regionali, E-learning, Learning Object ) e ad aspetti operativi dell’attuale dirigenza scolastica( accountability, management, rendicontazione nel POF, bilancio sociale, fundraising) che, nel porre in evidenza il nuovo profilo del dirigente nella scuola dell’autonomia, fanno comprendere che cosa significhi oggi dirigere un’istituzione scolastica socialmente responsabile,come avviene da decenni in altri Paesi europei. Sono sfide complesse che Gazerro in queste pagine affronta decisamente quando si domanda quali sono le azioni che il dirigente può intraprendere per assicurare adeguate risorse all’ istituto o quando quali siano le iniziative da assumere per poter accedere a fondi speciali, a finanziamenti italiani ed europei. E quali sono gli organismi , e quali le procedure , che possono dare sostegno a progetti educativi e formativi ? Alle risposte e alle relative procedure ( per es. sui fondi europei,i POR e i PON,la Regione,…) l’Autore dedica molto spazio con proposte sostenibili ,con molta documentazione e normativa di riferimento(abbondante e specifica sitografia) . Si tratta di un insieme di strumenti indispensabili oggi all’azione del Dirigente scolastico (in possesso anche di competenze informatiche),a cui è affidata la responsabilità di pianificare,organizzare ed attuare l’offerta formativa, in conformità con le esigenze espresse dal territorio ed in aderenza al fatto che la scuola è un’organizzazione che persegue dei fini educativi e sociali per i quali mette in atto strategie, competenze e risorse. Queste ultime,rimarca giustamente Gazerro,devono essere sicure per un intero anno scolastico e non,come è avvenuto recentemente in Italia ,tagliabili in itinere, dato che non si possono mettere in forse progetti ed iniziative previste dalla Legge 440/97 sull’autonomia scolastica.
Il lavoro di Gazerro dà un qualificato e concreto contributo per rilanciare il rinnovamento del sistema scolastico italiano,proprio perché,come riconosce nel suo autorevole intervento nel la prima parte ( “Intercultura,interlingua,emigrazione”) il prof. Massino Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, “occorre dare informazioni sulle istituzioni scolastiche e presentare le loro più significative esperienze,riuscendo a far riferimento alle competenze ed all’ impegno personali " . E' questa senza dubbio la nuova strategia da introdurre nella scuola dell' autonomia per rendere l' istituzione scolastica delineata dalla legge 275/ 99 e sancita ora dalla Costituzione pià efficiente e solidale, più aperta e democratica verso la comunità e verso le caratteristiche del territorio. vi. ga
DIRIGENZA SCOLASTICA: COMUNICAZIONE RESPONSABILITA’ E AUTONOMIA. Sfide per le istituzioni scolastiche italiane. ed. Guerra., Perugia 2009,p.236
Sovente le analisi e le ricerche pedagogiche,sostiene Gazerro sin dall’ inizio di questo suo lavoro , guardano “dentro” la scuola , dentro aspetti e momenti che poi trascurano il vero funzionamento dell’istituzione scolastica in un determinato territorio. Questa volta invece l’ Autore va oltre l’accoglienza,le metodologie,la programmazione,le sperimentazioni e i “ proiettifici “di moda ; guarda “ attorno alla scuola “, alla “ scuola di fuori “per conoscerla come sistema e vedere dove sono intervenuti cambiamenti ed innovazioni,dove sono presenti procedure e regolamenti poco noti e poco applicati verso l’ esterno , dove sono possibili accordi,convenzioni e protocolli d’ intesa interistituzionali (regione Enti locali,università,…) che portano nell’istituzione scolastica una voglia di governance orizzontale auspicata da molte istanze socio-culturali messe in evidenza da stakeholder e da altri partner. Gazerro guarda quindi intorno alla scuola, o meglio “ fuori della scuola” proprio per conoscere quali sono oggi le nuove procedure utili a tutti gli operatori scolastici, in primis il Dirigente, più orientati ad applicare “ imperativi “ della ragion pratica ( che cosa, come, quando,con chi ) che a seguire solo le circolari ministeriali per svolgere le attività funzionali.
Prendendo spunto dalle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilingui e multietniche con forte presenza di alunni non italofoni,l’Autore (giornalista e dirigente scolastico) affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle attuali istituzioni scolastiche e agli interventi operati dai Dirigenti scolastici in regime di autonomia.: informazione e comunicazione organizzativa,valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo, riforma del Titolo V della Costituzione,tematiche che possono, se ben approfondite e comprese, realizzare anche in Italia,come è avvenuto per altri Paesi europei(cfr, quelli dell’OCSE/PISA), un sistema scolastico aperto, inclusivo, flessibile, efficiente e democratico,anche in presenza di tanti alunni di famiglie emigrate.
L’ autonomia degli istituti ,introdotta dal 2000 e riconosciuta recentemente dalla Carta Costituzionale,ha modificato il ruolo del Dirigente scolastico che,come manager e leader, lavora insieme al gruppo di collaboratori per promuovere dentro e fuori la scuola innovazione e sviluppo,comunicazione e accountability dell’istituzione nel territorio. Come,con quali mezzi,con quali procedure e,soprattutto,con quale tipo di dirigenti scolastici ? Le risposte sono diverse e diverse sono le proposte presentate dall’ A.: si basano sulla sua pluriennale esperienza professionale in alcuni Paesi europei ( A.,B.,D.,CH ) , sulle direttive e ricerche di organismi europee( UE,Consiglio d’Europa,UNESCO, Strategia di Lisbona), ed internazionali, (OECD,PISA ), sulla convinzione che la scuola è un’istituzione pubblica che,al pari di altre,deve saper garantire a tutti i cittadini un servizio scolastico efficiente di grande rilevanza sociale e democratica.. Deve essere un servizio scolastico di qualità che,rispondendo alle diverse sfide ( centralità dell’utenza, governance, pianificazione strategica,rendicontazione sociale),promuove nei giovani una cultura del dialogo e un ’azione educativa in prospettiva interculturale, nel rispetto delle diversità interpretate come valori e opportunità di crescita democratica. E’ un cammino appena iniziato nella scuola italiana,riscontra in varie occasioni Gazerro, un cammino che ,proseguito, potrà renderla inclusiva e solidale, pluralista e democratica e potrà portarla al livello delle scuole degli altri Paesi dell’U.E. con cui è sempre confrontata e naturalmente valutata..
Dirigenti scolastici,docenti e studiosi trovano in questo volume ampie informazioni,documentazione sui progetti e sui problemi della vita dell’istituto, dato che ogni capitolo è corredato da due importanti supporti tecnici: il primo è costituito da “ Esperienze e proposte” presentate da oltre mille scuole nei loro POF attraverso siti web delle stesse, il secondo supporto è fornito nella parte finale di ogni capitolo con “ Normativa di riferimento “ che riporta,sempre utilizzando siti internet selezionati,leggi,circolari ministeriali, direttive delle autorità nazionali e europee, protocolli d’ intesa e convenzioni con riferimenti giuridici fondamentali per l’attività del Dirigente e della stessa istituzione scolastica autonoma collocata in rete con gli altri Enti territoriali coinvolti nel servizio scolastico pubblico. Siamo d’accordo con Gazerro quando nel quarto capitolo sostiene la necessità di rilanciare in Italia la cultura dell’ autonomia per una scuola nuova , efficace ed efficiente non solo nei progetti da seguire e nei documenti da compilare, ma nei processi e nelle strategie progettuali da promuovere ed inserire nel territorio dove , alla presenza degli spazi di intervento riconosciuti alla Regione, alla Provincia ed ai Comuni, sempre più si configura la performance dell’istituzione scolastica e degli stessi Dirigenti, come riconoscono in varie occasioni quelli del Collegio dei Dirigenti della provincia di Arezzo (Martelli, Sarracino, Tavanti , Giannini - www.dirigentiscolastici.arezzo.it ) e di altri Collegi provinciali. Siamo ancora d’accordo con l’ A. quando, riferendosi a sistemi scolastici europei da lui conosciuti nella sua attività professionale esperita all’estero( in Austria,Belgio,Germania,Svizzera), afferma che occorre evitare anche in Italia i non più sopportabili aspetti di autoreferenzialità,di “ proiettificio “, di enfasi dell’ aggiuntivo preferito al curricolare.Il rischio è quello di non riuscire a passare dal “governement “ all’ auspicata “ governance “che deve anche caratterizzare l’istituzione scolastica italiana,dal Nord al Sud.
Molto interessanti ed innovative sono le tematiche sviluppate nella parte quinta e sesta del libro dedicate rispettivamente alle nuove strategie e politiche dell’istruzione ( TIC, Lisbona,politiche regionali, E-learning, Learning Object ) e ad aspetti operativi dell’attuale dirigenza scolastica( accountability, management, rendicontazione nel POF, bilancio sociale, fundraising) che, nel porre in evidenza il nuovo profilo del dirigente nella scuola dell’autonomia, fanno comprendere che cosa significhi oggi dirigere un’istituzione scolastica socialmente responsabile,come avviene da decenni in altri Paesi europei. Sono sfide complesse che Gazerro in queste pagine affronta decisamente quando si domanda quali sono le azioni che il dirigente può intraprendere per assicurare adeguate risorse all’ istituto o quando quali siano le iniziative da assumere per poter accedere a fondi speciali, a finanziamenti italiani ed europei. E quali sono gli organismi , e quali le procedure , che possono dare sostegno a progetti educativi e formativi ? Alle risposte e alle relative procedure ( per es. sui fondi europei,i POR e i PON,la Regione,…) l’Autore dedica molto spazio con proposte sostenibili ,con molta documentazione e normativa di riferimento(abbondante e specifica sitografia) . Si tratta di un insieme di strumenti indispensabili oggi all’azione del Dirigente scolastico (in possesso anche di competenze informatiche),a cui è affidata la responsabilità di pianificare,organizzare ed attuare l’offerta formativa, in conformità con le esigenze espresse dal territorio ed in aderenza al fatto che la scuola è un’organizzazione che persegue dei fini educativi e sociali per i quali mette in atto strategie, competenze e risorse. Queste ultime,rimarca giustamente Gazerro,devono essere sicure per un intero anno scolastico e non,come è avvenuto recentemente in Italia ,tagliabili in itinere, dato che non si possono mettere in forse progetti ed iniziative previste dalla Legge 440/97 sull’autonomia scolastica.
Il lavoro di Gazerro dà un qualificato e concreto contributo per rilanciare il rinnovamento del sistema scolastico italiano,proprio perché,come riconosce nel suo autorevole intervento nel la prima parte ( “Intercultura,interlingua,emigrazione”) il prof. Massino Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, “occorre dare informazioni sulle istituzioni scolastiche e presentare le loro più significative esperienze,riuscendo a far riferimento alle competenze ed all’ impegno personali " . E' questa senza dubbio la nuova strategia da introdurre nella scuola dell' autonomia per rendere l' istituzione scolastica delineata dalla legge 275/ 99 e sancita ora dalla Costituzione pià efficiente e solidale, più aperta e democratica verso la comunità e verso le caratteristiche del territorio. vi. ga
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